Fino agli anni '70 i maestri cestai di Fossato Serralta,rappresentavano il fulcro dell'economia del centro presilano.
L'arte di trasformare lamine di legno di pino in veri e propri contenitori per la conservazione ed il trasporto di ogni tipo di merce, era la più grande risorsa economica per le famiglie fossatesi.
Ancora oggi esistono laboratorio artigiano ed anziani maestri cestai che lavorano il legno.Iniziative quali il museo dei Cestai Fossatesi sono state intraprese dall'Amministrazione comunale allo scopo di recuperare il patrimonio della tradizione artigianle di Fossato S. -
I Cieli Della Sila Piccola
Nei nostri cieli dominati dalle montagne della Sila Piccola si può osservare all'alba o al tramonto il volo imperioso dell'Aquila reale. Poco socievole, in volo solo al crepuscolo, il Gufo reale, gigante dei rapaci notturni, sopravvive tra i monti calabresi cibandosi di piccoli mammiferi ed uccelli. I cieli sopra le colline della Sila sono popolati anche dal Corvo imperiale, dal potente Astore, e dal più piccolo avvoltoio europeo, il Capovaccaio o Avvoltoio degli Egizi, di particolare rilievo la presenza del Nibbio reale, rapace diurno dalla lunga coda e del Falco pellegrino.
Il Capovaccaio
I cieli sopra le colline della Sila sono popolati dal Corvo imperiale, dal potente Astore, e dal più piccolo avvoltoio europeo, il Capovaccaio o Avvoltoio degli Egizi. Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è un piccolo avvoltoio migratore che sverna in Africa e giunge nell'Europa meridionale nei mesi di febbraio-marzo per nidificarvi. Gli adulti hanno un bel piumaggio bianco e nero, la faccia gialla e le zampe rosa; i giovani, invece, hanno il piumaggio di colore marrone scuro e la faccia grigia ed assumono la colorazione definitiva all'età di quattro-cinque anni.
Il ceramista
Il Pipaio
L' erica arborea è molto diffusa in Sila e in passato erano numerosi gli artigiani che la lavoravano realizzando soprattutto pipe ma anche altri graziosi oggetti in radica e in legno.Questi artisti del legno nella migliore tradizione artigianale dopo aver sbozzato pazientemente il coccio, realizzano al tornio i loro opere che poi vengono lucidate a fuoco.
Il porcino
Sui monti della Sila il re della gastronomia tipica della zona è sua Maestà il fungo, non c'è ristorante dove non sia l'ingrediente base e non potrebbe essere altrimenti.
Oltre al gustoso e profumato porcino in queste montagne cresce un’ampia varietà di funghi: colombine, mazze di tamburo, ovuli, ramarla, fingerlo, lattaio, pennarelli, nasche, ecc.
Lungo la strada i raccoglitori locali sono spesso intendere a vendere il frutto del proprio lavoro.
Per chi ama cercarli da sé, ecco alcuni consigli su dove e come raccoglierli. Questi frutti spontanei della natura crescono soprattutto in zone ricche di umidità, vicino laghi o fiumi e vanno raccolti, non i sacchetti di plastica, ma in cestelli per disperderne le spore nell’ambiente.
Il fungo poi non va estirpato, ma tagliato con un temperino alla base del corpo fruttifero per favorire le future produzioni. Nel dubbio poi se un fungo sia o meno commestibile evitare assolutamente di raccoglierlo.
A tavola il fungo è l’ideale per gli amanti della buona cucina, sott’olio come antipasto accompagnato da sottaceti e insaccati, arrostito, fritto o gratinato, al sugo o nel risotto. Spazio ai funghi anche per secondi piatti quali: patate e funghi, tocchetti di carne e funghi, scaloppine, funghi e fagioli.